lunedì 19 maggio 2008

Gite scolastiche

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Una gita scolastica per una destinazione ormai svanita dalla memoria.
Partenza in Pulmann dall’angolo di via Fonda in direzione Lux.  Subito dai sedili di coda, dove i casinisti di ruolo si sono sprofondati, parte possente il coro: “Palle, palle, palle rosse e gialle, leccateci le palle, le palle rosse e gialle.” Mi pare diretto con ampi movimenti delle braccia, da Stefano.
Fatti appena 50 metri, il Pulmann si inchioda di fronte al Pacini e il professor Starnini, saltato su come una molla, rosso come un peperone, si lancia in un cazziatone memorabile, annullando seduta stante la gita.Solo l’intercessione degli altri professori, e la minaccia di tremende punizioni, consente, dopo dieci minuti, di ripartire, con l’autobus immerso in un silenzio di tomba, rotto però da qualche irrispettoso: “miaaaaaaao!”
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1a liceo - (30 aprile-3 maggio 1964) - Napoli Pompei Amalfi Paestum



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2a liceo - (29 aprile-2 maggio 1965) - Assisi Foligno Spoleto Terni Orvieto Bolsena Follonica Piombino Populonia Baratti
A Terni, dopo cena andammo a visitare il quartiere malfamato che qualcuno ci aveva indicato (una specie di super via Tomba). Mentre noi si schiamazzava e si faceva casino, c'era il Gigi preoccupatissimo, che, dopo avere intravisto nei portoni qualche brutto ceffo, si raccomadava a bassa voce: "ragazzi fatela finita, che qui si va alle cultellate".

Sempre a Terni, nell'albergo Minerva, in camera a quattro (chi erano gli altri due?) il Bonfi, come al solito voleva dormire, ma noi si aveva la ruzza e a dormire non ci si pensava proprio e così quando si era costretti, dopo una riuscita incursione in altre camere, a barricarsi nella nostra per sfuggire alle rappresaglie, si passavano i tempi morti, stuzzicandolo coscienziosamente.
Lui, aveva astutamente adottato la tattica della resistenza passiva. Aveva deciso cioè di non reagire in nessun caso, per vedere di smontarci. Pia illusione, ovviamente. Si cominciò infatti versandogli lentamente un bicchiere d’acqua sui capelli e sul guanciale, e poi un altro anche sul pigiama. Siccome non reagiva, temendo che prendesse freddo, si pensò allora misericordiosamente di asciugarlo, versandogli addosso un intero barattolo di borotalco.
La mossa ebbe successo. Infatti il Bonfi, esaurito ogni spirito Gandhiano e in preda a un improvviso furore omicida, balzò dal letto cercando di afferrarmi per potermi strangolare. Data però la sua inesperienza in questo tipo di scaramucce, non riuscì nel suo intento e anzi, con un piede impigliato nel lenzuolo, cadde rovinosamente a terra dopo aver travolto un comodino con relativo abatjour e quant’altro.
Siccome lo sventurato , con il curioso aspetto di un mollusco infarinato, pronto per la frittura, tentava faticosamente di rialzarsi, io pensai bene di eclissarmi prontamente, andando a cercare ospitalità per la nottata in un’altra camera.
Il giorno dopo il Bonfi mi comunicò ufficialmente di non avere affatto apprezzato la performance e di non gradire più la mia compagnia in camera.

3a liceo - (6-10 aprile 1966) - Innsbruck Salisburgo Monaco Vipiteno - Aggregati al Liceo Classico: Dom, PPE, Stefano, altri??Appena arrivati all'albergo di Salisburgo, quello dei maschi, perché le femmine naturalmente stavano in un altro albergo, trovammo, nel cassetto del tavolino della nostra camera, un numero di Playboy (quello americano originale). Va premesso che in Italia Playboy era carissimo e praticamente introvabile. Playmen sarebbe uscito l'anno dopo nel 1967 e l'edizione italiana di Playboy addirittura nel 1972. Il ritrovamento suscitò nella compagnia un eccezionale interesse editoriale che finì per provocare lunghe code di fronte al bagno.

4a liceo - 21-24 marzo 1967 - Frascati Casaccia ROMA Tarquinia Bomarzo (prof: Bogani, Starnini, Ieri, Gelli)
ROMA - Albergo Valle - notte fra il 22 e il 23 marzo 1967
Barricato in camera, per scansare i gavettoni che imperversavano nei corridoi, avevo studiato un piano davvero geniale per comunicare la nostra giovanile euforia all'intero albergo.
Avevo strappato il filo dell'abatjour e dopo averne sbucciato le estermità, e annodato i due fili di rame, avevo infilato la spina nella presa. Fiammata. Corto circuito. Buio generale. A quel punto avevo estratto la spina.
Dopo una mezzoretta, quando, cambiate le valvole, la luce era finalmente tornata, mi era bastato infilare la spina nella presa per far saltare ancora l'impianto. La serata era proseguita su questa falsariga, ma dopo il quarto corto circuito la luce non era più tornata . Evidentemente avevano finito la scorta delle valvole. Nel frattempo, favorita dal buio pesto, la guerra dei gavettoni nei corridoi e nelle camere raggiungeva il suo culmine, con somma gioia degli altri avventori dell'hotel.
Il mattino seguente gli ospiti dell'albergo apparivano alquanto depressi, con le barbe non fatte e gli occhi gonfi. Il più depresso era il direttore, mentre comunicava agli abbacchiati professori che se non avessimo sgombrato entro mezz'ora, avrebbe sciolto i cani.
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La sera seguente (Giovedì santo) Stefano, che disponeva di fondi extra, si avventurò al mitico Piper Club dove si esibiva Patty Pravo. Il successivo racconto che il compiaciuto protagonista ci fece di quest' avvenimento, assunse toni favolosi e leggendari.
Lui, a soli due metri da Patty Pravo, che cantava, senza reggipetto, con la camicetta aperta, trattenuta da un solo pericolante bottone, con un vice questore e due poliziotti, lì accanto, pronti, in caso di cedimento di quell'ultimo bastione, a saltare sul palco per interrompere il troppo licenzioso spettacolo e procedere ad arresti e denunzie. Davvero epico.
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Ciccio che a Bomarzo, preso dall'entusiasmo, si esibisce nel numero del sospensorio umano. (con sigaretta),
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5a liceo - (16-20 marzo 1968) - Parigi
Appena arrivati al Bureau de Jeunesse vi trovammo, alloggiate un gruppo di studentesse tedesche in gita come noi.
Venivano da Braunschweig (o Brunswick che dir si voglia) una città della Bassa Sassonia. Me lo ricordo perché pochi mesi prima la Juventus aveva incontrato e battuto l'Eintracht Braunschweig, nei quarti di finale della Coppa dei Campioni, e questo fatto ci tornò poi utile per attaccare discorso.
Erano piuttosto bellocce e giunoniche: davvero "made in Deutschland", e subito una discreta frenesia percorse tutta la compagnia. La frenesia rasentò il parossismo quando la sera le tedescotte andarono a fare la doccia.
I locali docce del Bureau de Jeunesse, avevano infatti una curiosa particolarità. Sia quelli dei maschi che quelli delle femmine davano direttamente sui corridoi dei piani e le loro porte erano curiosamente sollevate dal pavimento di una trentina di centimetri. Non conosco la ratio di tale conformazione delle porte, né all'epoca indagammo in merito, ma la conseguenza era che dal corridoio si potevano comodamente vedere i piedi ed un pezzo di gamba di tutti quelli (e sopratutto quelle) che, a gruppi di quattro, facevano la doccia. All'epoca, la cosa apparve sommamente arrapante, e così la pressione salì a valori ipertensivi.
Il prode Astucci, accreditato di un’ottima padronanza dell'inglese, e buon baccagliatore fu subito inviato in avanscoperta per trattare un abboccamento con la portavoce delle tedesche. La missione ebbe successo e così quella stessa sera ci ritrovammo nella nostra grande camerata (mi pare da una decina di posti) per un Rendez-Vous pieno di promesse.
In realtà parlammo molto (in inglese) di juventus e di altre cazzate, consumammo biscotti e coca cola, ma compicciammo poco. Solo Astucci, giustamente, ebbe un incontro soddisfacente con la portavoce (notevole peraltro) con cui era ormai in confidenza. Anche il Sandrello, individuata e tampinata una teutonica porcellotta, ottenne qualche non effimera soddisfazione.
La mattina dopo le tedesche, finita la vacanza, partirono per la Germania, lasciandoci un po’ di amaro in bocca per tutto quel ben di dio che eravamo riusciti solo a sfiorare.
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L'ultima sera uscimmo tutti in cerca disperata di donne, per non dovere tornare da Parigi senza aver battuto un chiodo. Solo il Bonfi restò in albergo in preda a malinconiche ubbie. Visto che in gruppo non si era combinato niente, quella sera ci sparpagliammo tutti, sperando nella buona sorte.
Non so come andò, ma dopo un paio d'ore, prima uno poi un altro, inaspettatamente ci ritovammo in un discreto gruppetto a ciondolare su e giù per Pigalle, fra procaci e mercenarie tentazioni.
A quel punto, con troppi testimoni presenti, non se ne fece di niente e tutto il gruppetto prese la strada di un mesto ritorno verso l'ostello.
All'ingresso, verso mezzanotte, nella rue Jean Jacques Rousseau, fummo accolti da grida disumane provenienti dall'alto. Affacciato alla ringhiera in ferro battuto del terzo piano il Bonfi, in pigiama a righe, ubriaco fradicio, lanciava animaleschi barriti, mentre annaffiava la via sottostante con una potente e copiosa pisciata.
Appena esaurita la pioggia ci precipitammo nella camerata giusto in tempo per accompagnare lo sventurato a vomitare al cesso. Al ritorno dalla triste bisogna, trovammo un disperato PPO che aveva appena scoperto con raccapriccio che la preziosissima bottiglia di cognac Courvoisier, acquistata il giorno prima e gelosamente nascosta fra la biancheria della valigia, era stata completamente scolata e che il suo contenuto orribilmente decomposto giaceva ormai fra i ciottoli della via.







5a liceo - Gita in val di Fassa ? - con Starnini ? classe del Parrini ?
Settimana bianca al Monte Bondone ? quale anno?
Sistemazione in camera a tre con letto matrimoniale. Io nel lettone con Bubu. La sera dopo mezzanotte, dopo una lunga chiacchierata, finalmente buonanotte e spegnimento delle luci. A quel punto, lascio qualche minuto affinché i sensi si acquietino, poi nel buio profondo estraggo da sotto il guanciale la pistola giocattolo caricata con cartucce a salve, che portata da casa, avevo accuratamente nascosto. La accosto silenziosamente dalle parti di Bubu e tiro più volte il grilletto. La notte viene squarciata da lampi e da spari assordanti. Si riaccendono le luci e Bubu, dopo qualche secondo, ripresosi da un preoccupante iniziale stato di catalessi, mi salta addosso scatenando una rissa che finisce di svegliare l'intero piano, già messo sul chi va là dalla sparatoria. (Discreto numero davvero!)

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- Gita a Roma - 21-24 marzo 1967 - Autobus - Terrazza - Ristorante - San Pietro

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Roma - Villa Borghese - Ostia - Tarquinia

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Bomarzo - Elefante - Autobus

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Gita a Parigi - 17-20 marzo 1968 - 18 marzo : Place de La Concorde: avvisaglie del maggio parigino

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18 marzo : Notre Dame - Boulevards - Tour Eiffel

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19 marzo : Etoile - Versailles - Castello e Giardini

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Ritorno in autobus - 20 marzo ore 8,11 partenza dalla Gare de Lyon - Les Adieux - ciao ciao


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